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Chi dice dazio dice danno (e le Borse si surgelano). Bitcoin, pallida reazione

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 19.59) All’insegna dei timori – ma che, solo adesso c’è chi si intimidisca per la promessa dell’imposizione di dazi da Washington? E dove sono finite le annunciate e sbandierate “contromosse proporzionali” in àmbito europeo? – l’intera giornata borsistica nel Vecchio Continente. A Zurigo, partenza assai sotto misura, massimo ancora in chiara sofferenza (13’026.97 punti, ore 10.59), minimo caratterizzato da vistoso arretramento (12’921.94 punti, ore 16.02) ed ultima attestazione a quota 12’958.34 punti (meno 0.65 per cento) per lo “Swiss market index” che ha oggi tirato il fiato dopo un “rally” a tappe forzate e tale da far timbrare ripetuti primati storici nel corso della settimana, ieri il clamoroso aggancio a quota 13’100.22 punti. Di “Novartis Ag” il miglior spunto (più 0.60 per cento), passi avanti per “Swiss Re Ag” e “Swisscom Ag” (più 0.52 e più 0.59); in retroguardia “Ubs group Ag” e “Kühne+Nagel international Sa” (meno 2.05 e meno 4.52 rispettivamente). Allargato: domina “Sulzer Ag” (più 10.56 per cento) su ottima percezione dei risultati 2024. Dalle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 1.03 per cento; Ftse-Mib a Milano, meno 1.52; Ftse-100 a Londra, più 0.28; Cac-40 a Parigi, meno 0.51; Ibex-35 a Madrid, meno 0.46. New York ancora incerta ma con flessione (meno 0.76 per cento) fatta segnare dal Nasdaq. Cambi: 93.67 centesimi di franco per un euro, 89.93 centesimi di franco per un dollaro Usa; accenno di reazione da parte del bitcoin, ora al controvalore teorico di 75’738 franchi circa per unità.