Bellinzona, Locarno, Lugano, Mendrisio, Chiasso, Ascona e Tre valli, e con questo si è detto delle aree interessate – una decina le località-bersaglio – e dei corpi di Polcom e Polintercom impegnati, insieme con effettivi della Polcantonale e di specialisti dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini; 16 le persone individuate e fermate, e tra queste ben 10 ora in manette; droga, come sempre, il fulcro della questione, e meglio quella droga i cui traffici sono condotti e sviluppati da soggetti provenienti dall’estero e che si appoggiano su collaboratori in Ticino, di fatto trovando ospitalità e supporto logistico fra clienti che garantiscono vitto e alloggio in cambio di dosi e/o dell’azzeramento dei debiti contratti. Gli arresti nel contesto di una vasta operazione in essere nei giorni scorsi ed alla quale non è stato ancora messo il punto fermo (non a caso, l’autorità inquirente riferisce essere tuttora in corso gli atti istruttori); spaccio soprattutto, ma anche la gestione dei flussi di sostanze secondo offerta e domanda dal territorio.
Evidenze: a) stranieri, presumibilmente da Nordafrica ed Albania come nella prevalenza numerica fra i circa 80 arresti già effettuati quest’anno; b) in disponibilità di merce varia, come di riflesso attesta quanto oggetto di sequestro (eroina, circa 750 grammi; cocaina, oltre un chilogrammo; marijuana, poco meno di due chilogrammi); c) in grado di far muovere carichi piccoli e grandi, grazie ad abbondante liquidità circolante (trovati circa 5’000 euro e circa 28’000 franchi in contanti, proventi di vendite nel brevissimo termine). Di massimo interesse, nella dinamica investigativa, la ricerca delle fonti di approvvigionamento; in tal senso è da ipotizzarsi un costante dialogo con autorità di altri Paesi.






















































































