(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 19.19) È e sarà un “come se”, da oggi in poi e sino a nuova indicazione, la quotidianità di Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti, gerente-direttrice del “Le Constellation” di rue Centrale 35 a Crans-Montana, locale andato a fuoco nelle prime ore di Capodanno e nei cui ambienti persero la vita 40 persone, in gran parte giovani e giovanissimi, ed altre 116 rimasero ferite e/o ustionate: alla donna, moglie di Jacques Moretti comproprietario della società di gestione e da venerdì in carcere a Sion con addebiti per omicidio, lesioni ed incendio tutti nella forma colposa, è stata infatti intimata oggi una modifica delle condizioni già definite per la sua permanenza in libertà, dal che l’evidenza di un aggravio della sua posizione nel contesto dell’inchiesta penale. Un “come se”, per l’appunto: non ristretta in una cella, ma “come se”; non limitata formalmente nelle relazioni, ma “come se”; chiariscono infatti, dal “Tribunale dei provvedimenti coercitivi”, che nella permanenza fuori dal sistema carcerario è da leggersi solo una formula sostitutiva dell’incarcerazione, formula adottata primariamente nell’interesse dei figli della 40enne (il più piccolo ha 10 mesi e necessita di accudimento puntuale). In ragione del rischio di fuga, o per meglio dire del non potersi escludere tale eventualità ai sensi dei codici, i termini sono così stati riparametrati: divieto di lasciare il territorio svizzero, consegna dei documenti di identità, consegna dei documenti afferenti al soggiorno ed obbligo di presentazione ad un posto di polizia (ora, con cadenza quotidiana, fatte salve condizioni di salute tali da non consentire spostamenti in sicurezza); di fatto, un inscatolamento nell’area di Crans-Montana. A ciò farà séguito il versamento di una cauzione, la cui entità non è ancora stata determinata ma che si presume sarà particolarmente alta.
Passo dopo passo – Benché non poco bersagliati da critiche soprattutto fuori dai confini nazionali, gli inquirenti del “pool” guidato dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud sono sembrati anche oggi non avvertire pressione: dalla loro, nel volgere di 13 giorni, hanno del resto il quadro complessivo per ciò che concerne vittime e feriti, una persona arrestata (Jacques Moretti) con restrizione della libertà già convalidata in sede di “Tribunale dei provvedimenti coercitivi”, una seconda persona in stato di limitato movimento (Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti), nessun terzo sfuggito, faldoni di documenti acquisiti circa il locale “Le Constellation”, faldoni di documenti acquisiti circa le relazioni tra Comune e Cantone da una parte e responsabili del “Constel” medesimo dall’altra, ed inoltre è chiara l’intenzione di definire accertamenti su ipotesi di reato per quanto riguarda una o più tra le autorità comunali ed uno o più tra i funzionari pubblici a Crans-Montana. Nessuna preoccupazione consta nemmeno circa l’istanza – a presentarla l’avvocata di una delle famiglie coinvolte – finalizzata all’inserimento di un procuratore speciale esterno, cioè da fuori Canton Vallese, in ruolo apicale dell’inchiesta (SEGUONO AGGIORNAMENTI).






















































































