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L’editoriale / Meno “radar”. Cambio di paradigma, si prenda atto

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Sì, certo, bisogna prestare attenzione alle sfumature. Ma stamane, a margine dell’informativa sul 2025 della sicurezza in Ticino, per quanto riguarda la gestione dei “radar” una sterzata netta e decisa è stata annunciata da Claudio Zali consigliere di Stato e nelle funzioni di direttore del Dipartimento cantonale territorio che sulle attività delle forze dell’ordine gallonate e non gallonate, dopo nota cessione del ramo di azienda da parte dell’omologo Norman Gobbi, ha competenza apicale e non consulenziale: ci sarà un taglio, in quale misura non si sa mentre i tempi risulteranno brevi, giustificandosi tale riduzione nel numero dei controlli “a favore di altre tipologie di verifiche”. In altre parole: diverso l’orientamento, diversa la filosofia operativa, meno meccanicismo nel rapporto tra autorità e cittadino, e maggior attenzione “allo stato psicofisico dei conducenti, in particolare per quanto riguarda l’assunzione di farmaci e di sostanze psicotrope che possono alterare la capacità di guidare un mezzo”, potendosi con serenità affermare che “la velocità non è unica causa né degli incidenti con danni alle persone né di quelli con danni materiali”. In parole povere e concetto pratico, si passa dalla fase (ad un certo momento anche necessaria, si conviene) dell’“O è bianco o è nero”, con sistematico e palese squilibrio a danno dei vetturali nel caso un soggetto intendesse impugnare l’arma del ricorso, al tempo della valutazione, dell’esame contestuale, dell’apprezzamento. Il che, di passaggio, sembra impegnare anche gli agenti ed i responsabili dei servizi a riconsiderare qualche dinamica operativa. Magari non è altra filosofia (né deve esserlo), ma il mutamento di paradigma è manifesto, chi voglia coglierlo.

Chissà se, a questo punto, dai comunicati-stampa scomparirà finalmente un’affermazione stucchevolmente reiterata – “stucchevolmente”, perché indimostrabile ed apodittica – che ad ogni ricorrere di settimana, da anni ed anni, è stata posta a premessa dell’elenco di controlli mobili e semistazionari: secondo cui “la Polizia cantonale e le polizie comunali, nell’àmbito della prevenzione della sicurezza stradale, evidenziano che la velocità elevata è una delle principali cause di incidenti, con esiti talvolta gravi o addirittura fatali”. Sfumature, si ripete; ma che qualcuno prenda atto, se non del reale (che era dato, ancorché ignorato), almeno della correzione di rotta (che sta scritta, ed è chiara). Per inciso: nella produzione degli elenchi sui controlli per la settimana seguente, cosa utile sarebbe da ora in poi anche l’applicazione integrale della volontà normativa a suo tempo espressa in sede di Gran Consiglio. Integrale: nello spirito, e nei termini, cioè alla lettera. Mero suggerimento, sia chiaro; ma quando le cose cambiano, meglio è che esse cambino dalla “A” alla “Z”.