L’aveva fatta franca per settimane, per mesi, per un anno almeno; e si sa, l’abitudine all’infrazione può anche condurre ad un calo della soglia di attenzione. Accade dunque che a Vergiate (Varese) un tizio sarà chiamato a pagare fior di multe, oltre a doversi sobbarcare le spese per il ripristino ambientale dell’area ed a far conto anche su un’azione penale a suo carico, essendo stato scoperto quale responsabile di smaltimento illegale di rifiuti solidi urbani in una discarica a cielo aperto sul limitare del sedime di pertinenza delle Ferrovie dello Stato, lungo la linea ferroviaria Luino-Gallarate-Milano. A permettere l’identificazione da parte di agenti della Polizia locale di Vergiate non è stata una sorveglianza diretta dell’area, non è stato un controllo con telecamere, non è stato un pedinamento, non è stato l’utilizzo di cani molecolari, non è stato un algorismo dettato dall’intelligenza artificiale: per quanto consta, lo spargitrore di sacchetti dell’immondizia aveva deciso di smaltire anche qualche diario scolastico di un figlio. E sui diari, in bella evidenza, c’erano nome e cognome del ragazzo, ed il suo indirizzo. Eh, un vero volpino (nella foto, la discarica a cielo aperto).

















































































