Con fallo ma senza fallo, da un forse secondario ed impresenziato valico di frontiera, erano riusciti a transitare recando seco il carico; in fallo quando pensavano d’averla sfangata furono invece colti, la settimana scorsa, e perlomeno bene fecero a non complicarsi la vita con balle cinesi in funzione autogiustificatoria. Due cittadini italiani, 22 e 47 anni rispettivamente, si sono trovati a dover pagare una multa di varie migliaia di franchi – oltre a versare i tributi d’obbligo e dei quali si erano “dimenticati” – essendo incappati in un controllo a Lugano quartiere Pazzallo, all’opera specialisti dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini; a bordo del loro furgone immatricolato in Svizzera, e diretto oltre il San Gottardo, c’erano generi alimentari in quantità, per così dire, non propriamente compatibili con il concetto di spesa settimanale per la famiglia, e cioè un po’ troppa carne, un po’ troppo vino, un po’ troppo olio. Discrepanza tra consentito e portato: più del doppio nel caso del vino (22.5 litri netti, diciamo dunque buoni 30 chilogrammi a tara merce contro i 10 litri lordi permessi), cinque volte circa il limite nel caso della carne (nove chilogrammi contro due, lasciamo perdere qui gli imballaggi) e 60 volte circa il limite nel caso dell’olio d’oliva (546 litri netti in bidoncini, litro e chilogrammo sono equiparati al netto della questione del peso specifico di 0.92 chilogrammi ogni litro, ogni latta per il volume di cinque litri pesa fra i 350 ed i 400 grammi, unico scomputo accettabile la franchigia dei cinque litri lordi “pro capite”). Degli altri pacchi non è fatta menzione, presumibilmente giacché non rilevantissimi sul totale. In immagine, parte del carico.



