Se la giocherà, ed anzi: a condizioni ordinarie di organico, è o almeno sarebbe tra i favoriti per il successo finale. Punta secco e deciso al titolo continentale negli Europei di calcio edizione 2026, con propria rappresentativa, il Canton Ticino: calcio vero, quello a 11, quello ufficiale, ed “Euro 2026” (a sintesi di “European football cup”) è la denominazione dell’evento. Pensate che sia uno scherzo da pesce d’aprile stupidamente speso prima della data? Vi sbagliate: la squadra c’è, così come ai nastri di partenza figurano altre cinque Nazionali, ed il campionato – calendario in definizione, tempi già stabiliti – si svilupperà tra lunedì 1.o giugno e domenica 7 giugno sotto egida della Federazione internazionale. Che, ecco, non è propriamente la Fifa ma la Conifa, cioè la “Confederazione delle associazioni indipendenti di calcio”, costituitasi nel 2013, varie decine le realtà aderenti in quanto Paesi “tout court”, o dipendenze, o minoranze etniche, o popoli senza Stato, o regioni, o micronazioni, o Stati senza riconoscimento internazionale in via ufficiale; 10 realtà in Asia, quattro in Africa, cinque in Sudamerica, cinque in Nordamerica, due in Oceania e ben 18 in Europa. Tra queste ultime, il Canton Ticino, già.
“Top secret” le disponibilità di effettivi tra titolari e riserve, al momento, per quanto riguarda la rappresentativa dagli inevitabili colori blu e rossi nello stemma, uno scudo quadripartito con croce bianca al centro e porzioni di simboli da quattro città (la “L” di Lugano, il tradizionale leone rampante d’argento su fondo azzurro che molti scambiano per un leopardo e che rappresenta Locarno, il biscione bianco in campo rosso per Bellinzona et cetera; l’inquartamento, volendosi, sarebbe anche testimone vivido per Mendrisio). Da considerarsi come mere acquisizioni alle cronache del passato, e dunque per nulla indicative circa lo stato odierno dell’arte, le non lievi sconfitte subite nel 2023. Restiamo invece all’oggi che s’invera: fulcro degli incontri per l’“Euro 2026 Insubria” della Conifa sarà lo stadio di Carate Brianza in provincia di Monza-Brianza (Italia), 1’450 posti a sedere (è l’impianto in cui gioca la Folgore Caratese militante in serie D); struttura accessoria, il campo della limitrofa e comprovinciale Verano Brianza, un sintetico con tribune per 300 posti a sedere. Avversari possibili (dipenderà dal girone, prossimi ormai i sorteggi): Groenlandia (nome asceso in tempi recenti alle cronache, è parte della Danimarca ma su di essa sono state manifestate pretesa da parte di Washington), Cipro del Nord (cioè la Repubblica turca insediatasi dopo nota vicenda maturata tra la metà degli Anni ’70 e la metà degli Anni ’80), Rezia (condivisa tra Svizzera ed Austria), Rouet-Provenza (ed è Francia protostorica…) e Padania (nessuna aggiunta necessaria, si suppone). Due i raggruppamenti, sfide di qualificazione da martedì 2 a giovedì 4 giugno, il resto a sviluppo con semifinali e finali. Chissà, a rigore di “derby” un Canton Ticino-Padania o un Canton Ticino-Rezia non dispiacerebbe…
Del Comitato organizzativo fanno parte Alberto Rischio (che è anche presidente della Conifa), Vincenzo Sollitto, Piotr Podlewski, Matteo Melodia (con funzioni specifiche a promozione e sviluppo degli eventi culturali collegati all’evento), Daniele Curcio, Matteo Orizio, Asia Di Palma e Chiara Bazzani. Sullo sfondo, agonismo a parte perché in ogni caso si tratta di portare a casa un trofeo (in immagine), l’obiettivo consiste nel “celebrare il calcio, l’inclusione, l’identità e l’umanità”. Vada come vada, le intenzioni non sembrano né modeste, né malvage.

















































































