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A margine / Varese-città, dal cortocircuito (mentale) al circuito (stradale)

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Da uno straordinario cortocircuito, ma di quelli che stanno mandando ai pazzi tre quarti almeno degli abitanti nella parte apicale della fu Circoscrizione numero cinque cioè quand’ancora era riconosciuto il tessuto trofoconnettivo di tre fra rioni e quartieri su quel lato della città e trattasi cioè di Belforte, Valle Olona Capitale e San Fermo, è interessata in questi giorni la parte di Varese capoluogo che dà più direttamente verso la frontiera su Gaggiolo e limitrofi. È accaduto infatti che, per volontà della sovrana ed imperiale autorità politica comunale, della storica direttrice di Belforte (omonimo viale) sia stata ridotta drasticamente la carreggiata utile al transito veicolare in funzione di una discutibilmente utile pista ciclabile, e ciò contestualmente alla rivoluzione imposta per quanto riguarda i flussi di traffico da e verso il centro, coinvolta dunque la contigua castellanza di Biumo Inferiore; motivo sufficiente per irritare un’ampia quota dei residenti, dei negozianti e dei vetturali, quotidiane e diuturne le colonne di mezzi leggeri e pesanti, et cetera, benché fra gli obiettivi dichiarati figurasse lo snellimento del traffico. E non è che si stia parlando di un asse secondario: sul fondo di viale Belforte stanno la almeno secentesca chiesa del Lazzaretto, il castello medievale di hohenstaufiana memoria, il camposanto principale, un centro commerciale ben noto anche per dimensioni, l’intersezione con la Statale numero 340 “Briantea” e l’accesso alla tangenziale est.

Si sa però che, cammin facendosi, per solito le cose tendono ad aggiustarsi; ed è accaduto proprio questo, non per merito degli amministratori pubblici ma nel senso che gli automobilisti hanno iniziato a cercare percorsi alternativi… andando ad intasare via Postumia, strada che si sviluppa all’incirca in parallelo – ma ad una quota inferiore per altitudine, e quale pertinenza al rione Valle Olona Capitale – e che poi si riconnette al citato viale Belforte dopo essere confluita in via Quarnero, in pratica generandosi per partenogenesi (indotta) una sorta di circuito. Morale: caos sopra, caos (supplementare) sotto, ripercussioni anche sulla solitamente pacifica via Pola da cui via Postumia si diparte e che, di suo, per i veicoli è strada a fondo cieco. In sostanza: c’era il rischio di scontentare uno (chi sta a Belforte), e sono invece riusciti a scontentarne tre. Memorabili, tutti.