Pesante il costo – denuncia e registrazione nel “database” nazionale delle foto segnaletiche – che nelle scorse ore un 21enne domiciliato in Ticino ha dovuto pagare alle autorità italiane di polizia, essendo il soggetto stato colto nella disponibilità “non giustificata” di un coltello dalle caratteristiche assimilabili – giuridicamente sussiste una differenza, ma trattasi di sottigliezze – a quelle dell’arma bianca, a rigore di norme vigenti. L’altr’ieri sera il fatto, nel territorio comunale di Lavena Ponte Tresa (Varese), per intervento di agenti della Polizia locale: dalle tasche del giovane, che abita a Bellinzona quartiere Giubiasco e che fonti d’oltrefrontiera indicano essere cittadino svizzero (notizia tuttavia da verificarsi), è uscito un canonico coltello con manico in legno e lama dalla lunghezza di oltre 10 centimetri, quando ad otto centimetri è fissato il limite di legge se non si vuole ricadere sotto le specie del reato. “Porto abusivo di oggetti atti ad offendere”, secondo il Codice penale: ad applicazione pedissequa degli articoli, si rischia il carcere sino a tre anni… In immagine, il coltello sequestrato.


















































































