Due farabutti nella rete: gli ultimi in ordine di tempo, sapendosi già che non resteranno gli ultimi in assoluto, almeno sino a quando il problema sarà stato affrontato di petto e con il massimo aggravio di pene da infliggersi. Due farabutti da telefonate-“choc”, con conseguenti truffe perpetrate ai danni di anziani, sono finiti in manette lunedì 9 marzo – di stamane l’informativa – grazie a tempestiva attivazione di un dispositivo a più soggetti (Polcantonale Ticino, Polcantonale Grigioni, Polcom Bellinzona, Polcom Chiasso, Polintercom Ceresio-sud ed Ufficio federale dogana-sicurezza confini): colpi riusciti nel giorno stesso dell’arresto, il primo a Chiasso ed il secondo a Biasca, indi esfiltrazione in auto direzione San Bernardino ed oltre, in territorio comunale di San Vittore. I proventi delle truffe sono stati recuperati; i due criminali sono un 50enne di passaporto polacco e residente in Austria ed un 38enne di passaporto polacco residente in Polonia, ignoti al momento gli eventuali precedenti penali. Ripetuta truffa l’ipotesi di reato nel “dossier” di cui è titolare la procuratrice pubblica Valentina Tuoni; restrizioni della libertà individuare, ossia incarcerazione e che i due lì rimangano, nel frattempo convalidate al giudice dei provvedimenti coercitivi.



