Resterà tifoso, sicuro; di quel che egli ha in mano come quote della società, inoltre, nessuno gli chieda conto almeno sino all’assemblea generale straordinaria di cui la residua dirigenza comunica oggi la “conferma” (perché, tale data e tale evento erano mai stati in discussione? Questionable question) a domenica 8 febbraio, inizio ore 10.00, ambienti del “Caseificio” ad Airolo. Chiude tuttavia un’epoca, Filippo Lombardi, 70 anni da compiersi a fine maggio: dopo l’“autocongelamento” dalle funzioni avendo egli messo a disposizione il mandato al termine dell’ormai celebre conferenza-stampa di mercoledì 8 ottobre, e cioè in coincidenza con l’emarginazione di Paolo Duca direttore sportivo e di Luca Cereda allenatore della prima squadra, il plurime volte consigliere agli Stati ed odierno municipale di Lugano non sarà più presidente del “club” dopo 17 anni effettivi. Questo pomeriggio l’annuncio, ancor più chiaro in termini di disimpegno con l’uscita dal Consiglio direttivo/amministrativo: “(…) onde permettere un rinnovamento di cui la società ed i suoi principali azionisti sentono il bisogno”, secondo la nota-stampa pubblicata sul sito InterNet, restando tuttavia l’invito ad un inserimento – e su tale proposta Filippo Lombardi sarà chiamato ad esprimersi: si fosse in lui e se cioè si dovesse rappresentare il suo interesse, “no” immediato e senza ripensamenti – quale “presidente onorario con compiti speciali per il gruppo Hcap”. Come? Esatto: un “presidente onorario” cui sarebbero in carico compiti propri di un presidente operativo, o quasi: nell’ordine, “rappresentanza, partecipazione in Consigli di amministrazione di società controllate, ricerca di nuovi azionisti e di (nuovi) “partner”, gestione e riduzione del debito delle società del gruppo, ricerca di finanziamenti per nuovi progetti”. Mancano solo la verifica dei biglietti all’ingresso della “NuoValascia” ed il ruolo di secondo conducente del bus nelle trasferte, a questa stregua; ad ogni modo, vedremo ed ascolteremo le decisioni.
Detto questo, a che cosa servirà (o dovrebbe servire) l’assemblea di domenica 8 febbraio? A completare il Consiglio di amministrazione, per ragioni che non si sta qui a riepilogare consistente al momento in quattro soli membri cioè – leggasi dalle fonti ufficiali, valendo quanto conseguenza dell’assemblea generale ordinaria di domenica 5 ottobre 2025 – lo stesso Filippo Lombardi, Massimo Frigerio vicepresidente, Reto Sormani membro e Patrick Albisetti membro (quest’ultimo aggregatosi proprio tre mesi addietro); almeno due, quindi, i nomi necessari per il rientro ad organico minimo secondo statuti, ma nulla vieta che la struttura sia ampliata sino a nove componenti. Si tratta poi, ed anzi soprattutto perché le persone dicono ma a parlare sono i denari, si deliberare un nuovo, ennesimo aumento di capitale, “nella forma giuridica del margine di variazione del capitale” ossia da “meno 50” a “più 50” per cento del capitale odierno; il progetto avrebbe respiro sull’arco di cinque anni, subentrando e giungendo investitori pronti ad immettere soldi freschi, ed in parte già da sùbito, si direbbe o almeno così suggeriscono dall’interno della società lanciando ai tifosi un amo sulla scorta di asserite “(…) diverse trattative ancora in corso con potenziali nuovi azionisti”.
Lo stato dell’arte fu certificato invero proprio ieri con atto notarile: per effetto del precedente aumento, al netto dell’aggio (pesantissimo: 200 per cento sul nominale, ma non conta agli effetti della sostanza), il capitale azionario è passato da 5’172’018.75 a 5’602’675.00 franchi considerandosi sia le ordinarie sia le privilegiate (due tipologie). Doppio l’amo fatto oscillare sotto il naso di coloro che prenderanno parte all’assemblea: sappiano essi – così il messaggio – che questo è un “effettivo nuovo inizio dell’avventura Hcap” e che è richiesta una partecipazione “con spirito aperto, con il solo scopo di rafforzare la società e (di) consolidarne il futuro”. Considerandosi l’esistenza (certa) di una consistente massa debitoria – diciamo sei milioni di franchi, diciamo otto con tendenza a nove? Non accettansi smentite o tentativi di minimizzazione: amendue sarebbero fuori luogo – e l’obbligo (non immediato, ma a scadenze nemmeno lontane) di restituzione dei cosiddetti “crediti Covid-19” e dovendosi contemperare questo con la pretesa difesa delle specificità dell’Hockey club Ambrì-Piotta, forse non è fuori strada chi nella mente avverta il suono delle sirene di allarme. In immagine, Filippo Lombardi.




















































































