Home NEWS IN HOME Strage di Crans-Montana: rischio di fuga, in carcere il padrone del “Constel”

Strage di Crans-Montana: rischio di fuga, in carcere il padrone del “Constel”

9
0

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.59) Distanti anni-luce luna dall’altra, benché coincidenti per la causa, le dimensioni dell’umano nel venerdì che sfiorisce sotto il cielo vallesano, tra Crans-Montana e Martigny e Sion. A Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno in conseguenza del rogo negli ambienti del “Le Constellation” di rue Centrale 35, dove il dolore per le 40 vittime e per i 116 feriti è destinato ad aleggiare giorno dopo giorno, per mesi, per anni, testimoniato da una lapide e da una targa che qualcuno si propone già di realizzare (quando, come, e con i nomi di chi, si vedrà). A Martigny, dove oltre mille invitati da oltre 30 nazioni si sono raccolti per testimoniare il cordoglio nel giorno del dichiarato lutto nazionale, ministri presidenti delegati deputati ambasciatori gente che rappresentava un Paese e il suo Governo e gente che non rappresentava nessuno se non il proprio ego. A Sion, dove è maturato quanto molti si aspettavano: al primo interrogatorio da indagato, e non più da persona “informata sui fatti” come nel precedente colloquio con le autorità inquirenti, Jacques Moretti 49enne comproprietario e contitolare del “Costel” è stato tratto in arresto. Non è mutato il quadro indiziario, restando l’ipotesi colposa (nessun aggravio in dolo o dolo eventuale, per ora) sugli addebiti per omicidio, lesioni ed incendio; è stata invece presa in considerazione – o, per dire meglio, è stata adottata quale fulcro per il provvedimento restrittivo della libertà personale – l’eventualità del rischio di fuga, uno dei tre cardini noti insieme con il pericolo di inquinamento delle prove (teoricamente sussistente) e con la possibilità di reiterazione del reato (il che è da escludersi “ipsa re”); sicché Jacques Moretti, entrato in udienza alle ore 8.00 insieme con la 39enne moglie Jessica Anne Jeanne Maric in Moretti e con i legali Patrick Michod (losannese), Yaël Hayat (ginevrino) e Nicola Meier (ginevrino) che rappresentano la coppia, è uscito attorno alle ore 14.30 solo per salire su un furgone della Polcantonale vallesana che si è rapidamente diretto verso la struttura penitenziaria cittadina. La facoltà di rientro al domicilio, ma con limitazione degli spostamenti (braccialetto elettronico) ed obbligo di presentazione sistematica al posto di Polizia, è stata invece concessa a Jessica Anne Jeanne Maric, in ragione principalmente delle necessità di accudimento dei figlioletti, uno di quattro anni e l’altro di pochi mesi. Lacrime e parole addolorate ha espresso la stessa contitolare del “Costel” fermandosi per qualche istante a dialogare con la stampa.

Orizzonte aperto – Allo stato dell’arte, nessun’altra persona è formalmente accusata benché sempre a ritmi altissimi procedano gli accertamenti (oltre 100 sono i soggetti già ascoltati) e l’acquisizione di materiali. Tre i procuratori in campo durante gli interrogatori a Jacques Moretti ed a Jessica Moretti; l’annuncio dell’arresto dell’uomo è stato dato da Catherine Seppey, che è da considerarsi come incaricata del caso pur operando la Procura vallesana nelle forme del gruppo di lavoro e pur restando Béatrice Pilloud, procuratrice generale, quale riferimento anche nelle relazioni all’esterno. Necessariamente da ricordarsi che le decisioni degli inquirenti vallesani in materia di arresto degli indagati sono vincolate al consenso da parte dei magistrati operanti in seno al “Tribunal des mesure de contrainte” (“Tribunale per i provvedimenti coercitivi”) che entro 48 ore dall’avvenuto arresto di Jacques Moretti si esprimeranno anche alla luce delle motivazioni proposte per cristallizzare il citato “rischio di fuga”: le dichiarazioni, la “situazione (personale, ndr) in Svizzera ed all’estero, il “percorso di vita” (in sostanza, un peso ha avuto anche la “quidditas” dei precedenti – non esclusi quelli penali – dell’imprenditore francese emerso rapidamente nel contesto di Crans-Montana e della limitrofa Lens ma dopo luci ed ombre (soprattutto ombre, raccontano alcune ricostruzioni) sia nella natìa Corsica sia nell’Alta Savoia. Le esistenze di Jacques Moretti e di Jessica Anne Jeanne Maric sono via via squadernate momento per momento; motivi di interesse sono anche i rapporti finanziari dell’uno e dell’altra e le relazioni precedenti al loro incontro (entrambi, per quanto risulta, sono almeno al secondo matrimonio; il figlio maggiore della donna è indicato tra i dipendenti del “Le Constellation”). Quanto al campo delle verifiche, i fari restano puntati anche su Nicolas Féraud sindaco di Crans-Montana e sui suoi collaboratori: l’assenza di controlli sul bar-discoteca tra il 2020 ed il 2025 – sei anni in tutto, in palese violazione delle norme vigenti e della logica avantutto – è un primo elemento che potrebbe rapidamente trasformare il Comune da parte lesa (come le autorità locali hanno preteso, in ciò e con ciò non trovando particolare riscontro) a parteIn imputata. Per ora, l’unica diversa declinazione dell’atteggiamento di sindaco e consiglieri municipali è data dalle improvvise scuse porte oggi dopo che, nell’ormai nota ed irritante conferenza-stampa di qualche giorno addietro, tale rammarico non era stato espresso; confermato inoltre il “no” a qualsiasi ipotesi di dimissioni.

Il silenzio del cordoglio – In forza dell’incombere di notizie sul fronte penale, diversa da quanto previsto è stata la gerarchia di interesse pubblico, fermo restando il menzionato e rilevante concorso nel cordoglio della Svizzera. Alla cerimonia ufficiale, trasmessa anche su vari canali tv e radio, vari gli interventi e vari i messaggi letti; ampia la partecipazione anche ad eventi in ogni angolo del Paese, compresa la cerimonia liturgica officiata a Lugano da monsignor Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi. Caratterizzato da compostezza e partecipazione intensa il corteo sviluppatosi tra la stazione Ffs e piazza Del Governo a Bellinzona. Alle ore 14.00 il minuto di silenzio collettivo in memoria delle vittime, a sostegno morale dei feriti e degli ustionati ed in apprezzamento per l’opera dei soccorritori; come previsto, rintocchi di campane per cinque minuti; in più luoghi della strada ferrata, il rilascio del suono della sirena sui convogli passeggeri e merci.