Home POLITICA Gran Consiglio, pronti via: Claudio Franscella presidente… ecumenico

Gran Consiglio, pronti via: Claudio Franscella presidente… ecumenico

Cose dal Gran Consiglio, poche ma essenziali e chiare. Primo: oggi seduta inaugurale della legislatura 2019-2023, il pipidino Claudio Franscella (in immagine durante le celebrazioni a Brione sopra Minusio, di cui egli è attinente e patrizio per famiglia) è stato eletto presidente dell’assemblea per l’anno 2019-2020; Daniele Caverzasio (Lega dei Ticinesi) primo vicepresidente, Nicola Pini (Partito liberale-radicale) secondo vicepresidente. Secondo: i gruppi sono quelli formatisi sul solo esito delle Cantonali ultime scorse; nessun numero dell’ultim’ora; nessuno che ammetta o dichiari o semplicemente dica di preoccuparsi per il ricorso nel frattempo presentato da Xenia Peran, già candidata per la “Lega verde” (10 parlamentari l’obiettivo dichiarato, zero parlamentari ottenuti) che ai magistrati del Tribunale amministrativo cantonale ha chiesto di intervenire per annullare l’esito delle elezioni ipotizzando un problema di trasparenza. Terzo: tre settimane non hanno cancellato i malumori, c’è chi sa di esser lì in quanto miracolato, c’è chi ancora non ha digerito le strategie dei vertici del partito, c’è chi non si fida degli alleati, c’è chi considera ottobre (le Federali) come un primo banco di verifica. Quarto: tante le novità fra i 90, di alcuni veterani si avrà eccellente ricordo per qualità ed impegno e competenza, ai nuovi un augurio di buon lavoro ma anche l’invito a prendersi il tempo per affrontare le cose con calma, ché nessuna casa sta bruciando, e quindi a non incominciare con l’edizione ticinese del “Desert storm” degli atti parlamentari.

Non ci si fa impressionare dalla falsa partenza per ragioni tecniche (microfoni e pulsanti fuori uso, impianto tecnico dell’emiciclo che sembra aver riassunto in una sola seduta – e per di più breve, essendo giust’appunto in programma le celebrazioni di prammatica per Claudio Franscella – tutte le magagne della scorsa legislatura). È spiaciuto il rilevare l’assenza, per motivi legati alla salute, del rientrante Attilio “Pennabianca” Bignasca, cui sarebbe spettato il discorso del decano (la gestione dell’atto inaugurale è spettata quindi alla liberale-radicale Maristella Polli); in tempi nei quali ogni istituzione – Chiesa cattolica compresa – viene dichiarata inclusiva e proprio tre minuti dopo che Claudio Franscella aveva proclamato una ferrea determinazione propria a sviluppare progetti ecumenici che manco Benedetto XVI con le aperture alla riconciliazione dei lefebvriani, un minimo di perplessità ha destato il “no” alla richiesta di concedere strapuntini nelle commissioni anche a quelle compagini che, pur rappresentate nel Legislativo, gruppo non formano, sicché si rimane all’antico e né i pronziniani in quota Mps, né gli ayani in quota Pc, né le merliane in quota “PiùDonne” potranno aver voce (27 i “sì” al progetto, 57 i “no”, due gli astenuti). Capigruppo secondo dichiarazione, e dunque Alex Farinelli per il Plr, Maurizio Agustoni per il Ppd, Michele Foletti per la Lega, Ivo Durisch per il Ps, Sergio Morisoli per l’Udc e Nicola Schönenberger per i “Verdi del Ticino”.

Per questioni pratiche, e che ritorneranno a lungo su possibili conflitti (ci si sbaglierà, ma certezze di perfetto funzionamento non abbiamo), s’ha infine da parlare del rimescolamento di effettivi nelle Commissioni, come se non bastasse la riassegnazione di denominazioni e di competenze alle commissioni medesime: financo ai deputati servirà qualche tempo per capire dove stia il campanile, vedasi il caso delle neonate commissioni dette “tematiche” (che vanno in affiancamento alle commissioni dette “generali” subentrate alle commissioni in precedenza dette “permanenti”) e si pensi inoltre alla decadenza di una storica associazione funzionale tra argomenti di carattere finanziario e Commissione gestione (in sostanza, tale automatismo non esiste più). Sul sito InterNet del Cantone troverete gli elenchi, forse non interessantissimi per il pubblico ma futuri e necessari interlocutori per gli stampari, sempre nel rispetto – peccarità – delle prerogative di riservatezza che sappiamo saranno mantenute senza eccezione alcuna. Appunto: corrono sussurri su altre restrizioni alla stampa, a Palazzo delle Orsoline in Bellinzona. Per chiarezza: sarebbe spiacevole, molto molto spiacevole.