Era stata ammessa alla prova, con affidamento ai Servizi sociali, dopo la scarcerazione; ed invece il suo nuovo presente, ed una certa fetta del suo futuro, si situeranno in uno spazio di tre metri per quattro, ingresso garantito ed uscita a discrezione di altra persona a tale presidio deputata. Riarrestata da agenti della Polizia di Stato in Gallarate (Varese), per intervenuta sospensione del beneficio a suo tempo concesso, una donna di età e nazionalità non rese note e che, nel volgere di poche ore, si era resa responsabile di vari atti di violenza. Fatti di giovedì 16 luglio, nel frattempo decantati anche nella ricostruzione e nei verbali, e così in ordine cronologico: sera, ore 20.40, la donna si presenta in un esercizio pubblico di via Angelo Pegoraro, insulti e schiaffi al titolare del bar stesso che, da accertamento esperito, è risultato essere un suo ex-fidanzato; tappe successive in prossimità della vicina abitazione del padre del barista e di nuovo all’esterno del locale, qui con ferimento (colpo al volto) del secondo uomo, caduto a terra prima che qualcuno potesse intervenire a sottrarlo alla furia della donna. Non solo: dopo essere stato fatto bersaglio di varie minacce, il titolare dell’esercizio pubblico ha rischiato di essere arrotato da una vettura, sulla carreggiata della stessa via Angelo Pegoraro o nelle immediate vicinanze; al volante del veicolo, dileguatosi ma poi identificato grazie ad immagini dalle telecamere nella zona, si trovava un uomo che avrebbe agito come complice dell’ex-fidanzata del barista. Conseguente il doppio deferimento all’autorità giudiziaria: a carico della donna addebiti per percosse e minaccia grave, l’uomo sarà invece chiamato a rispondere di tentate lesioni.



