Per due volte nel volgere di pochi giorni hanno dovuto constatare che la loro fiducia era stata tradita; per due volte nel volgere di pochi giorni hanno dovuto constatare che forse non tutti rispettano le regole e che di sicuro, anziché lasciare un sia pur modesto contributo quale concambio del prodotto ottenuto (con il sovrabbeneficio – non quantificabile causa immaterialità, ma ben comprensibile e meglio ancora percepibile – dell’esperienza immersiva nella natura), qualcuno ha mal pensato di mettere le mani sui denari. Sconsolati ma fermi nella decisione i responsabili dell’azienda agricola “L’Orchidea”, realtà con sede in via Campagna 14 a Locarno e cioè nell’“exclave” sul Piano di Magadino: chiuso al pubblico il frutteto, con anticipo nell’ordine d’un paio di settimane rispetto al previsto, stanti i ripetuti furti subiti ed il discorso vale soprattutto per la cassetta in cui i clienti lasciavano un obolo dopo aver effettuato in modalità “self-service” la raccolta delle bacche; pesa l’entità degli indebiti prelievi subiti (mani ladresche all’opera per due notti consecutive), pesa anche l’avvertire una violazione del principio di fiducia “erga omnes” che è poi quello su cui si reggono varie attività sia primarie sia accessorie, si pensi agli apparecchi collocati “en plein air” per la vendita di uova e di formaggi nelle valli ed ai negozietti impresenziati in località montane. Amarezza senza rassegnazione è quella che traspare dal messaggio di congedo: “Per oltre due mesi tantissime persone hanno raccolto, hanno rispettato il frutteto ed hanno pagato con grande correttezza, e questa è stata una bellissima conferma di quanto l’iniziativa sia apprezzata”, ma ora – e cioè dopo i furti subiti – “non abbiamo più la possibilità di garantire il servizio in modo semplice e sicuro”, e pertanto l’attività di vendita a libero servizio ha termine in anticipo.
Un addio? No: “Preferiamo considerare quanto accaduto anche come un’occasione per migliorarci: il successo dell’iniziativa (si ricorda, in contesto di attività socialmente “densa”, ndr) ci ha mostrato che, con una partecipazione così grande, sono necessari alcuni accorgimenti in più”. Il che si tradurrà, è da immaginarsi, perlomeno nell’adozione di un sistema di controllo (non sulle persone, ma sulle cose) e di allarme, La promessa: “Torneremo”. Quando? “Il prossimo anno, meglio organizzati e sempre… accessibili…”.



