(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.35) Sotto scacco in quasi tutti i Cantoni (eccezioni fatte per Svitto, Sciaffusa e Ticino, in cui è stato registrato un sostanziale equilibrio tra “sì” e “no” con lieve prevalenza per quest’ultimo), e dunque con voto chiaramente orientato, l’iniziativa popolare federale “200 franchi bastano” nota anche come “iniziativa Ssr” e volta a far ridurre il canone annuo di abbonamento da 335 a 200 franchi per l’appunto: in linea generale l’ipotesi è bocciata dal 61,92 per cento degli aventi diritto al voto ed espressisi alle urne (era tra l’altro d’uopo il raggiungimento della doppia maggioranza, qui invece con zero Cantoni favorevoli su 23). In forza del controprogetto già attivato in sede di Consiglio federale, il canone scenderà da 335 a 312 franchi nel 2027 e da 312 franchi a 300 nel 2029, peraltro con riferimento alle sole economie domestiche. In Ticino, dati finali: 226’300 aventi diritto al voto, 131’787 votanti per un grado di partecipazione fissatosi al 58.24 per cento, voto per corrispondenza manifestato dal 94.67 per cento dei partecipanti effettivi, 130’044 schede valide in compresenza di 1’303 schede bianche e di 440 schede nulle; “sì” al 46.71 per cento (60’744 consensi), “no” al 53.29 per cento (69’300 consensi). Il “sì” ha prevalso in Comuni quali Agno (52.23 per cento), Ascona (50.47), Bedano (52.86), Biasca (51.77), Bissone (58.94), Blenio (53.00), Brione sopra Minusio (51.42), Brissago (52.54), Grancia (sorprendente il 69.18 per cento fatto registrare, forse in ragione del numero di utenze aziendali che, al pari delle economie domestiche, sono sottoposte al canone), Paradiso (53.13) e Tresa (54.45); a Lugano, “no” vincente al 51.75 per cento; a Bellinzona, secco “no” al 57.01.



