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Ti curano a casa? Occhio al tassametro: mezzo franco ogni cinque minuti

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Sul conto delle Casse malati erano già, sul conto dei pazienti si riverseranno in parte. Da aprile, dovendo l’autorità politica cantonale dar séguito a quanto approvato in sede granconsiliare con approvazione del Preventivo 2026, i costi di cura a domicilio saranno in parte a carico dei cosiddetti “utenti”, espressione vagamente impropria considerandosi la natura delle prestazioni e, in sostanza, il fatto che nessun soggetto dotato di raziocinio vorrebbe essere malato e bisognevole di trattamento sanitario: misura stabilita, come da odierna informativa, 50 centesimi di franco ogni frazione di cinque minuti, formula contabilmente responsabile ma tecnicamente discutibile in forza delle diverse esigenze che si manifestano e che possono evidenziarsi, da caso a caso; massimo aggravio giornaliero tradotto in “forfait” a 15 franchi che equivarrebbero a due ore e mezzo per l’appunto a rigore di tariffario. Nel testo adottato a modifica del regolamento di applicazione della norma, cioè della “Legge sull’assistenza e sulla cura a domicilio”, il principio della partecipazione è rivendicato come comune alla prassi adottata nella maggioranza dei Cantoni, con duplice finalità ossia la “sostenibilità del sistema nel lungo periodo” da una parte e la “preservazione dell’equilibrio finanziario futuro” dall’altra (il finanziamento residuo delle cure di lunga durata è del resto competenza dei Cantoni); obiettivo non secondario è la promozione di una “maggiore consapevolezza”, da parte dei cittadini, circa le cure e circa il loro utilizzo; in pratica, un’ammissione dell’esservi numerosi casi di abuso delle prestazioni.

La “partecipazione” forzosa vale per ogni fornitore di prestazioni operante sotto l’ombrello della citata “Legge sull’assistenza e sulla cura a domicilio”, ossia anche per i servizi privati e per gli infermieri indipendenti. Chi sia al beneficio di prestazioni complementari Avs-Ai avrà facoltà di chiedere il rimborso della spesa sostenuta; i non beneficiari avranno egualmente modo di verificare l’esistenza di un eventuale diritto ad essere rimborsati. E ora, spazio alle polemiche.