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“Swiss market index”, nulla di che. Fed, tassi su e parole dure: New York in tuffo

(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 23.19) Ad onta delle premesse, “Swiss market index” della Borsa di Zurigo caratterizzato oggi da una compensazione solo parziale delle perdite fatte registrare nella seduta precedente, a conferma della tendenza al repentino mutar d’accento e di pensiero da parte di operatori che per prima cosa tendono a riportarsi al coperto anche dopo escursioni brevi e stante anche l’attesa per le decisioni da parte dei vertici della “Federal reserve” statunitense; decisioni grevi, quelle giunte in serata, con un altro incremento del costo del denaro per lo 0.75 per cento, ed è il quarto consecutivo in tale misura. Restandosi alla sede domestica, saldo in incremento pari allo 0.21 per cento su quota 10’806.23 punti; grazie a prevalente spinta dei farmaceutici (“Roche holding Ag”, più 1.29 per cento, capofila; “Novartis Ag”, più 0.55) ed al microrimbalzo del valore “Lonza group Ag” (più 1.17); in retroguardia, con perdita superiore alla figura intera, “Credit Suisse group Ag” (meno 1.90) e “Sonova holding Ag” (meno 3.32). Privo di definizione l’allargato. Così sulle altre piazze: Dax-40 a Francoforte, meno 0.61; Ftse-Mib a Milano, più 0.03; Ftse-100 a Londra, meno 0.58; Cac-40 a Parigi, meno 0.81; Ibex-35 a Madrid, meno 0.38. In tuffo New York: Nasdaq, meno 3.36 per cento; “Dow Jones”, meno 1.55. Cambi: 98.46 centesimi di franco per un euro, 100.33 centesimi di franco per un dollaro Usa; in calo a 20’184.44 franchi il controvalore teorico del bitcoin.

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