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Maggia, dall’Udc una… mezza mano tesa ai “già alleati” leghisti

La divisione delle forze, forse e senza forse, è venuta a costare un municipale, che sino alla fine della legislatura scorsa c’era (nella persona dello storico Aldo Pedroni, ai tempi pre-aggregazione anche nel ruolo di sindaco ad Aurigeno, ora frazione) mentre ora è venuto a mancare (dalla formula “due più uno più uno più uno” si è passati alla formula “due più due più uno”, stabile il Plr, al raddoppio i neocentristi “giap”, in egual rappresentanza la compagine denominata “Unità della Sinistra e simpatizzanti”). Non ha tuttavia perso, anzi, è andata a triplicare il consenso (8.94 per cento) la lista Udc/Svp/ex-Agrari che in corsa autonoma, “senza vincoli e senza legami” come indica Simone Franceschini primo classificatosi su tre nella corsa ad un seggio del Legislativo, si presentava a Maggia “con una pattuglia di candidati in parte provenienti da esperienza politica ed in parte cercati ed acquisiti nella società civile” e ben sapendo di dover affrontare un muro verticale in contesto fortemente polarizzato tra Plr (effettivamente giunto al 36.52 per cento) e neocentristi (esito al 34.40 per cento). Rammarico per l’esser venuta meno l’intesa con i leghisti, per parte loro fermatisi al 5.10 per cento con due seggi? “Nessun rammarico. Ci eravamo consultati con la Direttiva cantonale, abbiamo agito con coscienza, abbiamo anche sopportato in silenzio qualche sgambetto”. Ergo, riavvicinamento impossibile? A bocce ferme, ma stiamo parlando di sensazioni, il “no” si starebbe indirizzando verso il “nì”, che dipenderebbe da tre punti-chiave: a) chi dialoga con chi, cioè referenti sicuri e ben identificati quale controparte; b) elementi programmatici definiti e periodicamente ridefinibili; c) la sistemazione di qualche… pendenza, ed in questo senso non è il caso di entrare troppo nei particolari a scanso di controrivendicazioni.

A mano tesa da una parte corrisponde uno schieramento di principio sui fondamentali: tre consiglieri comunali (Simone Franceschini, 306 voti personali; Sandro Bizzozzero, 265; Lodovico Tomasini, 190; Aram Berta il primo subentrante con 186 consensi) uguale gruppo formato in un consesso da 30 effettivi ed a potenziali geometrie variabili (Plr, 11 seggi; neocentristi “giap”, 10; Sinistra, quattro; Lega dei Ticinesi, due; Udc/Svp/ex-Agrari, per l’appunto tre) su temi che possano risultare controversi, magari in eredità dalla precedente Amministrazione; “Ma non siamo ruote di scorta per nessuno, e garantiremo una presenza costante e dalla solidità a tutta prova”. Nel frattempo, il riavvio del lavoro sul territorio con varie prese di impegno: in fase di elaborazione un calendario di appuntamenti dall’interesse generale “e che vadano oltre gli steccati di partito”.

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