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Induno Olona (Varese), in manette il sospetto omicida del 30enne

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.08) No, non è stato un omicidio da atto di violenza occasionale e conseguente a diverbio per motivi futili; nel senso che sì, i motivi erano effettivamente futili (un debito contratto e mai rimborsato, entità qualche centinaio di euro), ma in quell’incontro le parti avrebbero dovuto trovare una modalità di chiarimento e di definizione dei rapporti. In tale contesto stanno operando gli inquirenti che per la morte violenta del 30enne Enzo Ambrosino, nella notte tra venerdì e ieri, in via Gian Pietro Porro ad Induno Olona (Varese), hanno interrogato e poi tratto in arresto un uomo: si tratta di Gesuino Corona, 50 anni, cittadino italiano con domicilio nel capoluogo ed al momento sottoposto a restrizione della libertà alla casa circondariale dei “Miogni” di Varese; Gesuino Corona, ovvero la persona che era stata ricoverata sotto codice rosso al “Niguarda” di Milano e dalla cui mano sarebbe partito il fendente esiziale, nel mezzo di una rissa in cui Enzo Ambrosino, reduce dalla festa per il compleanno di uno dei due figli, si sarebbe trovato a dover affrontare più persone. Molti i condizionali, molte le versioni che si stanno incrociando e che aggiungono tasselli a tasselli, ma non tutto ancora combaciante; al pubblico ministero Marialina Contaldo, cui è in carico il “dossier”, il 50enne avrebbe ad esempio dichiarato di essere intervenuto a difesa del figlio 27enne, lavoratore frontaliere in Ticino ed anch’egli rimasto ferito, e di non aver avuto intenzione di uccidere.

Perno della vicenda, a questo punto, sarebbe per l’appunto il 27enne: non creditore dell’ucciso, ma suo debitore, standosi ad una più accurata ricostruzione dei precedenti; già venuto a diverbio con Enzo Ambrosino nei giorni scorsi; non nuovo alle cronache, essendo finito in manette cinque settimane addietro (e poi rimesso in libertà con obbligo di presentazione all’autorità di polizia giudiziaria tre volte la settimana) dopo aver causato nottetempo un grave incidente in largo Ennio Flaiano a Varese, su fuga all’“Alt” intimatogli qualche minuto prima da un operatore dell’Arma dei Carabinieri. In tale collisione, trovandosi il 27enne alla guida di una “Mercedes Amg” da 4’500 centimetri cubici dal cui abitacolo un altro soggetto si era precipitosamente dileguato dopo l’impatto, era rimasta ferita una 32enne; al giovane erano stati contestati lo stato di ebbrezza (una recidiva dell’addebito mossogli in altro fermo, anno 2019), la fuga dal posto di controllo (per inciso, sulla scia della “Mercedes Amg” si erano precipitate cinque pattuglie tra Carabinieri e Polizia di Stato) e le lesioni personali alla donna che era al volante dell’altro veicolo. Per un mese, null’altro; poi, e d’improvviso, il rientro sotto l’occhio dei “radar” quale compartecipe alla rissa. Non è da escludersi l’adozione di altri provvedimenti restrittivi già nelle prossime ore; sottoposta a minuziosa ricognizione l’area del tragico fatto di sangue, cioè tra l’interno di una corte e le immediate pertinenze su via Gian Pietro Porro; nel contesto delle prime indagini sono stati sequestrati una mazza ferrata, due coltelli ed altri oggetti atti ad offendere.

Le condizioni degli altri tre feriti, tutti coinvolti oltre al 50enne ed al 27enne, sarebbero ora tali da non destare più preoccupazione.