Chiudetela. Per l’amôr dal Signôr, chiudetela martedì, a Porrentruy, in qualche modo come l’avete spuntata stasera, ma chiudetela: con voi, ragazzi amati dell’Ambrì, non ci si sente tranquilli – e tantomeno al sicuro – nemmeno su questo 3-0 della serie di “play-out” al meglio delle sette partite, cioè avendo i biancoblù prevalso sull’Ajoie per tre volte su tre. Di buono, nel 3-2 odierno alla “NuoValascia”, tre sole cose: a) il non essere crollati dopo che gli ospiti erano risaliti dallo 0-2 (7.10, Tommaso De Luca; 11.24, Michael Joly) al 2-2 (12.31, Yonas Berthoud, difensore al secondo timbro in questo ciclo dopo che aveva messo a segno due reti in 50 partite precedenti; 45.52, Julius Nättinen); b) l’aver trovato un assist e soprattutto un goal (il 3-2 del 55.57) da Alex Formenton, che al netto della non commendevole fama da cui è accompagnato – benché riconosciuto non colpevole nella nota vicenda giudiziaria – continua ad essere fatto bersaglio di aggressioni proditorie in pista, e si finisce per credere che su di lui siano concessi trattamenti dalla ruvidità penalmente rilevante ma non oggetto di provvedimenti; c) la vittoria in sé, cioè un successo di cui la tifoseria biancoblù aveva iniziato a dubitare assistendo allo spegnersi progressivo della squadra. Di pessimo, per contro: a) l’aver permesso all’Ajoie di riprendersi; b) episodi come quello del pareggio subito, autostrada spalancata davanti ad uno fra i tre uomini più pericolosi in casa giurassiana; c) le dormite di Tim Heed, l’assenza di Inti Pestoni ancora una volta relegato in tribuna, la fragilità dei portieri, la carenza di gioco da categoria (sì, sono quattro lamentele su un solo punto, non pareva il caso di squadernare l’intero alfabeto).
Si considerino le cose per quello che sono: era una partita da “play-out”, le due squadre sono da “play-out”, in una National league da 12 squadre anziché le odierne 14 né l’AmbrìPiotta né l’Ajoie avrebbero diritto di cittadinanza; così ottimisti sulla salvezza dell’una o dell’altra – diciamo “dell’altra”, a questo punto – in un “barrage” con LaChauxdeFonds non saremmo e non siamo. Per quel che le tre sfide hanno offerto, a meritare di rimanere su sono i leventinesi il cui “roster”, già crivellato per la perdita di Jesse Virtanen causa incidente di gioco sul ghiaccio di Porrentruy, rischia di assottigliarsi ancor di più (da valutarsi le condizioni di Nathan Borradori, colpito duro). E occhio: il “bonus”-fortuna dei biancoblù si è esaurito dopo il palo colpito da Matteo Romanenghi al 29.33 e la traversa scheggiata da Kyen Sopa 23 secondi più tardi, perché lì la storia avrebbe potuto prendere tutt’altra piega ed invece, a san Discoforo protettore piacendo, altri 60 minuti basteranno per dare almeno un senso all’annata che senso non ha avuto.



