Italiani residenti in Italia, etnia e luogo di dimora non indicati da fonte ufficiale, entrambi ladri: trattasi effettivamente di due uomini finiti in manette sabato 31 gennaio – di stamane l’informativa – in luogo imprecisato sul territorio cantonale, unico riferimento gli addebiti per furto, danneggiamento e violazione di domicilio in coincidenza con la presenza dei due criminali nel Luganese il giorno precedente l’arresto. È da presumersi che la coppia di malviventi sia stata intercettata in prossimità della frontiera, dal che l’intervento congiunto di effettivi della Polcantonale e dell’Ufficio federale dogana-sicurezza confini; gli accertamenti sono stati corroborati dall’apporto di privati cittadini che hanno fornito notizie utili ai fini dell’identificazione dei due soggetti; controprova, la scoperta di vari attrezzi da scasso a bordo della vettura con cui i ladri si stavano muovendo sul territorio cantonale, non potendosi nel frattempo escludere responsabilità in altre azioni delittuose perpetrate in Svizzera (anzi, già chiara risulta la possibile connessione con una serie di effrazioni commesse su più anni “da un gruppo strutturato di scassinatori”). La restrizione della libertà individuale è stata già convalidata dal giudice dei provvedimenti coercitivi; “dossier” nelle mani della procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.



