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Cantù (Como), tutto in 36 ore: furti, aggressione, processo, espulsione

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Giovedì 2 aprile: tentato furto in un’auto e furto di un monopattino elettrico, indi fermo in stato di ebbrezza, aggressione ai due o più membri dell’Arma dei Carabinieri da cui era stato intercettato, ferimento dei medesimi, arresto per furto aggravato, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale; venerdì 3 aprile, mattina: processo per direttissima, condanna, e contestuale accertamento dei precedenti; venerdì 3 aprile, pomeriggio: firma sul provvedimento di espulsione ed immediato accompagnamento al “Centro permanenza rimpatrio” di via Arcangelo Corelli in Milano. In 36 ore la parabola di un sedicente 20enne, tunisino per nazionalità e clandestino su suolo italiano, finito in manette a Cantù (Como) su intervento di agenti della Polizia di Stato a supporto dei colleghi dell’Arma dei Carabinieri che erano per l’appunto stati assaliti fisicamente dal nordafricano. L’espulsione è conseguente anche ai precedenti penali e di polizia del soggetto medesimo: dalla violazione di domicilio al danneggiamento, dalla violenza e dalla resistenza a pubblico ufficiale allo spaccio alle violazioni in materia di immigrazione; pericolosità constatata, destinazione stabilita.