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Bellinzona, aggressione al “Rabadan”: 18enne massacrato di botte dal branco

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 22.10) L’hanno toccato, un pretesto per richiamare la sua attenzione. Poi l’hanno insultato, urtato, colpito una prima volta, colpito più volte, colpito da più mani, colpito con più pugni; e poi l’hanno lasciato lì, semisvenuto, a ridosso di un manufatto, dileguandosi, nessuno di loro dunque manifestando almeno un barlume di resipiscenza per quel che sarebbe bastato al fine di prestare soccorso. Ha 18 anni, ignota la sua nazionalità mentre consta la residenza nel Luganese, e per lui la notte tra sabato ed oggi al “Rabadan” di Bellinzona si è trasformata in incubo: il singolo aggredito dal branco, accennati ma privi di esito i tentativi del giovane di sottrarsi all’aggressione. Cose già viste, cose già scritte, cose che drammaticamente ci riproiettano ai fatti d’una “Stranociàda” locarnese, 18 anni addietro, febbraio anche allora, divertimento che si fa tragedia quando un 22enne ricade sul sedime di via Borghese, tre gli aggressori, letale l’esito. Come se quella vicenda non avesse spiegato, come se quella morte non avesse insegnato.

Conferme dalla Polcantonale, per ora, nessuna, benché consti l’avvenuto deposito di un esposto contro ignoti, i quattro o cinque partecipanti all’aggressione, forse con diversi gradi di responsabilità ma il concorso risulta chiaro e netto. A parlare sono però evidenze in sede nosocomiale: a causa delle percosse, volto tumefatto, più fratture, naso, zigomi, da verificarsi le condizioni dell’apparato uditivo. Anche escoriazioni, per l’impatto con il suolo e per un vano tentativo di autodifesa. Circoscritti, nelle prime ricostruzioni, i tempi e l’area dell’atto di violenza reiterato: via Codeborgo, tra la mezzanotte e l’una di domenica, trovandosi il 18enne momentaneamente isolato cioè in fase di spostamento; da operatori della sicurezza e da un passante i primi soccorsi, poi l’ambulanza della “Croce verde” Bellinzona, immediata la valutazione ed immediato il trasferimento del giovane al “San Giovanni” per i trattamenti del caso. Non è nota la prognosi, non si sa nemmeno se i danni fisici comporteranno segni permanenti sul volto del 18enne.