Home CRONACA Al volante in stato di ebbrezza, sospeso il parroco di Vacallo

Al volante in stato di ebbrezza, sospeso il parroco di Vacallo

Don Aleksej “Alessio” Yandushev-Rumyantsev, 49 anni, sacerdote incardinato nel clero arcidiocesano cattolico romano della Madre di Dio in Mosca e dalla tarda estate 2019 operante nella Diocesi di Lugano quale amministratore parrocchiale sia a Vacallo sia nelle sette parrocchie della Valle di Muggio (Bruzella, Cabbio, Caneggio, Morbio Superiore, Muggio, Sagno e Scudellate), è stato rimosso nelle scorse ore sia dal ruolo di responsabile delle parrocchie sia dall’attività pastorale – ovvero dall’esercizio del ministero – su tutto il territorio pertinente alla Diocesi. Il provvedimento è stato adottato da monsignor Valerio Lazzeri, vescovo di Lugano, sulla scorta di notizie acquisite circa una serie di episodi occorsi nella notte tra ieri ed oggi e culminati in un fermo al valico di Chiasso-Ponte Chiasso dove il presbitero è risultato essere in condizioni di grave alterazione da alcool; in precedenza, secondo quanto ricostruito da fonti giornalistiche d’oltreconfine, don Aleksej aveva guidato in stato di ebbrezza per parecchi chilometri sulle strade del Comasco, presumibilmente con varie collisioni sul percorso )ad attestarlo sarebbero i segni rimasti sulla carrozzeria dell’auto) e di certo avendo speronato una vettura – il cui conducente si era lanciato all’inseguimento avvertendo nel frattempo le forze dell’ordine – in prossimità del valico di Maslianico su Vacallo frazione Pizzamiglio. Al momento dell’“alcooltest”, risoltosi con una rilevazione all’1.42 grammi per litro ossia quasi tre volte il consentito, il sacerdote avrebbe anche dato in escandescenze contro gli agenti della Polizia di Stato; e gli agenti, oltre a porre sotto sequestro l’auto, si sarebbero limitati ad una denuncia per guida in stato di ebbrezza.

La decisione di monsignor Valerio Lazzeri, come consta su una nota-stampa della Curia, è stata presa “in accordo con il vescovo” dell’arcidiocesi di origine e previo immediato incontro con il sacerdote; inevitabile – così nell’informativa – il provvedimento, una volta “appurata la fattispecie e trattandosi di un comportamento” già tenuto in passato. Probabilmente sotto l’effetto dell’alcool era infatti don Aleksej, cinque mesi addietro, quando era stato accusato di molestie a carattere sessuale su una 23enne incontrata in una discoteca di Novazzano; vicenda passata rapidamente in cronaca, sia perché erano rimaste coinvolte altre due ragazze (anch’esse destinatarie di apprezzamenti non apprezzati) sia perché un conoscente della 23enne era intervenuto senza frapporre parole, ovvero reagendo con un colpo assestato al volto del sacerdote. Il quale, in effetti, si era ritrovato con il setto nasale malconcio e la mattina seguente si era dovuto dare malato, non potendosi in effetti presentare davanti ai fedeli per la celebrazione della santa Messa; a quel momento era poi emersa un’altra vicenda, non dello stesso tenore ma tale da suscitare perplessità, avendo in precedenza don Aleksej dato, ehm, spettacolo durante una sagra popolare.

Erano seguiti un periodo di sospensione ed il reintegro nell’attività pastorale, attività peraltro mai oggetto di alcuna contestazione anche stante l’indiscussa qualità della formazione teologica del presbitero, originario di San Pietroburgo e dalla straordinaria vicenda umana. Di cui sarebbe il caso di tener conto, ponendosi sopra tutto un interrogativo: che cosa sta accadendo a quest’uomo, uomo prima ancora che prete?

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