Bancari al ribasso, ma lo “Swiss market index” ritrova quota 9'000

Bancari al ribasso, ma lo “Swiss market index” ritrova quota 9'000
(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 17.52) Condizionato dall'andamento infelice del comparto finanziario (“Julius Bär Gruppe Ag” sulla coda del listino principale, meno 4.42 per cento ancorché sopra i minimi; “Ubs group Ag”, meno 0.97; “Credit Suisse group Ag”, meno 0.96) lo “Swiss market index” della Borsa di Zurigo in settimana nella quale dovrebbero fioccare gli annunci su consuntivi, preconsuntivi, entità degli utili, prefigurazioni dei dividendi e conferme di obiettivi del medio e del lungo termine. A determinare le difficoltà di manovra del valore al momento più penalizzato sono alcune evidenze rese note stamane circa l'esercizio 2018: in calo superiore all'uno per cento gli averi in gestione (da 386 a 382 miliardi di franchi); al di sotto delle previsioni l'afflusso netto di capitali; utile in incremento nella misura del quattro per cento ed in attestazione a 735 milioni di franchi; dividendo in ogni caso al rialzo (3.72 franchi, più due per cento); piano di ristrutturazione in vista, con taglio di effettivi nell'ordine del due per cento. Sufficiente tuttavia il contributo dei valori sopra la linea (“Lonza group Ag”, più 1.90, il migliore; ancora brillante “Roche holding Ag”, più 1.10) per garantire un incremento pari allo 0.17 per cento ed il conseguente superamento di quota 9'000 (chiusura a 9'011.48). Dalle altre piazze primarie in Europa: Dax-30 a Francoforte, meno 0.04 per cento; Ftse-Mib a Milano, più 0.15; Ftse-100 a Londra, più 0.20. Prevalente il segno positivo a New York (Nasdaq, più 0.77). In resistenza a 114.0 centesimi di franco il cambio per un euro.
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