Pagano con euro falsi in un bar, giovani ticinesi nei guai

Pagano con euro falsi in un bar, giovani ticinesi nei guai
Le consumazioni erano vere, il denaro con cui pagarle si è rivelato falso. E per questa ragione, nello specifico per lo spaccio di banconote da 50 euro non propriamente uscite dalle botteghe di stampatori ufficiali sotto direttiva della “Banca centrale europea”, due ticinesi - entrambi minorenni - sono sotto inchiesta da parte delle competenti autorità giudiziarie del Canton Grigioni in quanto rilevati responsabili del tentato utilizzo della valuta in almeno un esercizio pubblico. L'episodio a Mesocco frazione San Bernardino, nella notte di San Silvestro, quando i due giovani hanno incrociato una ragionevole e sana diffidenza da parte degli addetti nel bar, dal momento che i pezzi da 50 euro somigliavano assai a quel che si può produrre con una discreta fotocopiatrice e che, soprattutto, su un lato delle banconote figuravano persino scritte in caratteri... cinesi. Da prime informazioni risulta che nella questione siano coinvolti, e parimenti indagati, altri tre giovani, ossia una 23enne, un altro minorenne ed un 18enne: quest'ultimo, che risulta essere residente in Ticino, avrebbe funto da perno dell'operazione, procacciandosi le banconote false - e, si presume, a prezzo di... favore - via InterNet ossia da un grossista dello spaccio operante dall'estero. In corso di valutazione i ruoli avuti dai singoli soggetti ed i diversi gradi di responsabilità.
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