Si rischiò il morto: a processo l'aggressore del “Maghetti” di Lugano

Si rischiò il morto: a processo l'aggressore del “Maghetti” di Lugano
Pochi giorni ci vollero per giungere alla sua identità, quattro settimane bastarono per il suo arresto in Italia, su mandato internazionale spiccato dal ministero pubblico; quasi nove mesi servirono invece per ottenerne l'estradizione verso il Ticino, dove egli giunse ad inizio agosto. Dal momento tuttavia che anche di tale intricata matassa è nel frattempo stato trovato il bandolo, andrà presto alla sbarra - di oggi il rinvio a giudizio firmato dal procuratore pubblico Antonio Perugini - il presunto responsabile dell'accoltellamento avvenuto sabato 21 ottobre dello scorso anno a Lugano, sull'esterno del “Quartiere Maghetti”; l'uomo, un 45enne con passaporto cubano, deve rispondere dei reati di rissa e di tentato omicidio intenzionale (in subordine, lesioni gravi; in subordine del subordine, lesioni semplici qualificate). Noti i fatti, noto il contesto, nota la dinamica; improbabili, dunque, le sorprese in aula.
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