Rapinò un “Piccadilly” a Monteggio, condannato frontaliere del crimine

Rapinò un “Piccadilly” a Monteggio, condannato frontaliere del crimine
In fondo, per quel che fu ad ogni buon conto un assalto a mano armata cioè quanto basta per mettere a rischio l'esistenza altrui, gli è andata bene: sospensione condizionale per due anni sulla pena detentiva stabilita a 13 mesi, e niente ingresso in territorio svizzero per almeno cinque anni. Tale la pena decretata oggi, alle Assise correzionali di Lugano, a carico di colui che sabato 8 luglio 2017 si trasformò da frontaliere ordinario a frontaliere del crimine ed all'età di 57 anni tendenti ai 58 (ne ha 59 ora) scelse di infilarsi sulla via del crimine per un bottino che “ex-post” fu dichiarato nell'ordine dei 1'000 franchi, forse un paio di centoni in più, ma roba da rapinatore di mezza tacca. Bersaglio dell'assalto in solitaria fu la stazione di serizio “Piccadilly” in via Cantonale a Monteggio frazione Ponte Cremenaga; l'arresto del delinquente, cittadino italiano originario del Sud e residente in provincia di Como, ebbe luogo cinque giorni più tardi, ad uno dei valichi che danno su Novazzano, con “apposito dispositivo” di intercettamento cioè sapendo gli inquirenti, a quel punto, chi fosse il soggetto e dove egli abitasse e persino con quale mezzo egli si muovesse. La richiesta dell'accusa, sostenuta dal procuratore pubblico Moreno Capella, era stata fissata in 14 mesi con beneficio della sospensione.
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