Prevenzione abusi, il progetto Aspi è pronto ad ingranare la... quarta

Prevenzione abusi, il progetto Aspi è pronto ad ingranare la... quarta
Oltre 5'000 bambini, 3'000 genitori e circa 370 docenti nei numeri del progetto denominato “Le parole non dette”, articolato sul tema della prevenzione degli abusi sessuali e dei maltrattamenti sui minori e che giunge al traguardo dei 15 anni, sempre sotto l'egida della “Fondazione della Svizzera italiana per l'aiuto, per il sostegno e per la protezione dell'infanzia-Aspi” diretta da Myriam Caranzano-Maître. Crescente il successo (tre le classi coinvolte nel 2003, 41 quelle compartecipi nello scorso anno scolastico) della proposta nata ad inizio millennio sulla scorta dell'adozione di modelli elaborati dal medico e psicoterapeuta Alberto Pellai; nella sostanza, il programma si situa nell'alveo della prevenzione primaria e si rivolge a bambini, genitori ed insegnanti, con l’obiettivo di trasmettere competenze che possano aiutare i più piccoli a proteggersi da possibili abusi sessuali e da altre forme di maltrattamento (a rigore di uno studio pubblicato nel 2011, tre persone su 20 subiscono almeno un abuso sessuale con contatto fisico già prima di aver compiuto 16 anni). Fatti dell'oggi: cambio al vertice del progetto, la cui responsabilità passa - dopo 14 anni... - da Florence Ravano Tamò a Barbara Ghisletta, sino ad ora nel ruolo di “vice”. Prospettive immediate: puntare all'inserimento del programma “Le parole non dette” nel sistema delle classi quarte elementari, così come avverrà - notizia giunta a primavera - “nei prossimi anni” a Bellinzona.
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