Italiano, quo vadis? / Gli “SwissSkill...er” della buona lingua

Italiano, quo vadis? / Gli “SwissSkill...er” della buona lingua
Spettacolare l'organizzazione degli “SwissSkills” edizione 2018, e notevolissima la prova fornita dai ticinesi due dei quali andati al bersaglio più alto (vedasi in altra parte del giornale). Del valore degli “SwissSkills”, al di là dell'infame denominazione anglofona pretesa da qualche sciocco anglofilo (non sarebbe bastato un “Talent”, accettabile per l'italiano e buono in francese e buono in tedesco e buono anche in romancio?), si è convinti ed arciconvinti. Agli organizzatori una domanda: tra tutti gli “skill” che si impongono ai giovani partecipanti, non siete ancora capaci di pescare tra di voi uno che sia davvero di madrelingua italiana e che scriva i comunicati secondo una sintassi propria della lingua italiana e che compili le pagine del sito InterNet evitando gli svarioni da bocciatura in terza elementare? Un'unghia nell'esecuzione dell'opera sotto gli occhi degli esaminatori, per i concorrenti, è differenza tra medaglia conquistata e qualificazione mancata; l'approssimazione non è dunque ammissibile. E per quale motivo, allora, sarebbero da accettarsi cose del tipo di quella presente in immagine dalla “homepage”, e decine sono gli altri esempi colti e ripubblicabili?
pizza piazza locarno
lugachange
Claciopoli

Ultime news

promozione pubblicita

Accesso utente

nervoso e tifoso
 
salotto gabry