Passi lievi ed inattesi a “Ticino in danza”. Con un paio di «ma»...

Passi lievi ed inattesi a “Ticino in danza”. Con un paio di «ma»...
Affluenza media di circa 100 persone per spettacolo, come indicano gli organizzatori, per la “tre giorni” con cui “Ticino in danza” edizione 2018 - evento diretto da Alessia Della Casa - si è congedato domenica dal pubblico. Consolidato, nei sei anni di esistenza della rassegna, l'obiettivo di “far conoscere il linguaggio della danza contemporanea ad un pubblico eterogeneo”; apprezzata la scelta delle varie sedi di appuntamenti nel Mendrisiotto (Stabio frazione San Pietro per l'anteprima di domenica 22 luglio, indi Mendrisio quartiere Ligornetto in due ambienti distinti, Mendrisio-borgo e Morbio Inferiore nell'area ex-“Saceba” ora parte integrante del Parco Gole della Breggia). Motivo di dibattito (che non c'è stato), semmai, l'adesione acritica degli ideatori della rassegna al “mantra” della discriminazione (tesi: “Siamo tutti responsabili delle discriminazioni presenti nel mondo”) e la critica ideologica, quasi in corsia di sorpasso, “alla politica di Donald Trump sull'immigrazione”. Apprezzabile, per contro, la compartecipazione di cittadini comuni alle improvvisazioni in danza suggerite dalla professionista Elena Boillat al “Chiostro dei Serviti” in Mendrisio: tra gli estemporanei portatori di... leggerezza in note anche il neosindaco Samuele Cavadini.
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