Filo di nota / Favolisti astenersi: sul nome l'hanno spuntata i macedoni

Filo di nota / Favolisti astenersi: sul nome l'hanno spuntata i macedoni
Per qualcosa come 27 anni, e con veemenza negli ultimi tempi pur avendo esse problemi ben maggiori di cui occuparsi (a dati sul primo trimestre 2018, tasso di disoccupazione sul 21.2 per cento; a dati freschi, “spread” intorno ai 430 punti; a dati del maggio 2018, debito pubblico superiore al 180 per cento del Prodotto interno lordo), le autorità greche hanno fatto fuoco e fiamme all'indirizzo dei confinanti macedoni contestando loro il diritto di esprimersi in qualità di membri della “Repubblica di Macedonia”, e ciò in rivendicazione della titolarità unica di tale nome. Pretesa ridicola e smontabile senza bisogno di troppi titoli accademici, ed infatti qualcuno deve aver dato il buon suggerimento di scendere a più miti consigli: sicché, sugli effetti di uno sblocco maturato fresco fresco, sulla sponda greca del Lago Grande di Prespa è stato sottoscritto stamane il documento di intesa a chiusura della vertenza e davanti ai rispettivi “premier” - ossia Alexis Tsipras e Zoran Zaev - in qualità di ministri degli Affari esteri hanno firmato Nikos Kotzias per la Grecia e Nikola Dimitrov (nella foto) per la Macedonia. Ah, no: per la “Repubblica di Macedonia del nord”, secondo la formula emersa in sede di mediazione. Ma santa pace: quanti, da ora in avanti, diranno mai “Repubblica di Macedonia del nord”, tra l'altro in assenza di altro Stato sovrano dal nome simile? E quale insegnante di geografia nell'orbe terracqueo avrà mai cuore di rimproverare un alunno se costui non avrà pronunziato le magiche paroline “del Nord”? Con buona pace di Atene, Macedonia è e Macedonia resterà in sempiterno.
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