Sei su otto dicono «no», niente parco nazionale per il Locarnese

Sei su otto dicono «no», niente parco nazionale per il Locarnese
Sconfessione più cocente forse non vi sarebbe potuta essere, se non sulle frange delle cifre che restano in ogni caso impietose. Il “Parco nazionale del Locarnese”, progetto più temerario che velleitario nella formulazione (periodo transitorio di 10 anni, dopo i quali sarebbe stato necessario il ritorno alle urne per la conferma o per l'abbandono) e la cui campagna informativa era stata condotta senza dimostrazione di un'autentica regìa (non volendosi dire delle argomentazioni espresse, ad esempio, per tramite di una cartellonistica puerile), è stato bocciato oggi in votazione popolare con evidente prevalenza dei “no” in sei degli otto Comuni interessati. Di più: a sostenere il progetto sono rimaste le sole maggioranze dei cittadini di due realtà periferiche, vale a dire Bosco-Gurin (20 “sì”, 17 “no”) ed Ascona (1'084 “sì”, 734 “no”), e quindi la bocciatura è venuta proprio dal... nucleo del progetto; a confronti secchi, 403-499 a Brissago, 320-396 in Centovalli (qui una sfida casa per casa ed albero per albero, a giudicarsi dal pavesamento di bandiere e di “slogan” in località quali Intragna e Golino), 1'259-1'477 a Losone, 253-278 in Onsernone, 139-140 a Ronco sopra Ascona, 692-748 in Terre di Pedemonte. In totale: 4'170 contro 4'279 (per la cronaca, e come sottolineato nei giorni scorsi da fonti di Palazzo delle Orsoline in Bellinzona, in ogni caso nessun Comune sarebbe stato forzato ad entrare nel “Parco nazionale del Locarnese” anche in presenza di una maggioranza palese da sette ad uno o sei a due).
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