Patriziato di Faido, fusione ratificata. Nuovi vertici entro fine anno

Patriziato di Faido, fusione ratificata. Nuovi vertici entro fine anno
A distanza di un mese dalla votazione consultiva con esito peraltro unanime, “sì” definitivo dal Governo cantonale sul progetto che porterà all'integrazione della Degagna di Tarnolgio in Piano. Il plauso di Palazzo delle Orsoline: “Volontà espressa e coincidente con una necessità”.

“Via libera” oggi dal Consiglio di Stato all'aggregazione tra Patriziato di Faido e Degagna di Tarnolgio in Piano, enti destinati a costituire - entro fine anno l'ultimazione del progetto con elezione dell'Ufficio patriziale - il “nuovo” Patriziato di Faido. La decisione di giungere alla costituzione di un corpo unico era stata approvata domenica 6 maggio in consultazioni indette in distinte assemblee; unanime il consenso (32 favorevoli su 32 da una parte, nove favorevoli su nove dall'altra) raccolto sul progetto elaborato in seno ad un'apposita commissione di studio - membri Tania Lombardi-Beltrami, Fabrizio Viscontini ed Ettore Solari da una parte; Mauro Lentini, Maria Luisa Karpf e Renato Rizzi dall'altra - e su cui l'autorità politica cantonale aveva già espresso un “placet”. “Placet” confermato oggi in controfirma al decreto di aggregazione: “Sono state confermate volontà e necessità di aggregarsi (...) (I membri dei) Patriziati potranno guardare con fiducia ed ottimismo al futuro, continuando a salvaguardare ed a promuovere i propri beni a beneficio della collettività”. A seguire, manifesta soddisfazione perché l'accordo “si inserisce nella strategia cantonale di promozione e valorizzazione dei Patriziati quali enti locali fondamentali e sussidiari dei Comuni, in particolare nella gestione del territorio”.

In termini storici, l'aggregazione tra Patriziato di Faido e Degagna di Tarnolgio in Piano va anche ad eliminare una cesura originati a tutti gli effetti quasi otto secoli or sono ovvero nel 1227, anno nel quale tra i Comuni rurali (composti da più corpi urbani locali, e noti come “Vicinanze”) vennero suddivisi i diritti di sfruttamenti degli alpi in Leventina; l'allora Degagna di Tarnolgio era per l'appunto una delle tre zone della Vicinanza di Faido, mentre il villaggio di Faido ricadeva sotto la Degagna di Fichengo (terza unità era la Degagna di Osco); qualche secolo più tardi, parte dei membri della Degagna di Tarnolgio si trasferì in territorio faidese, costituendo per l'appunto la Degagna di Tarnolgio in Piano, mentre gli altri rimasero a formare la Degagna di Tarnolgio in Monte. Prima dell'aggregazione, i fondi del Patriziato di Faido constavano in 1'929'691 metri quadrati, tutti in sezione di Faido, mentre quelli della Degagna di Tarnolgio in Piano - siti in sezione di Faido ed in sezione di Mairengo - risultavano pari a 208'152 metri quadrati; di poco superiore al milione di franchi il valore di stima complessivo, mentre i beni materiali amministrati - ad esclusione dei fondi di cui sopra - risultano pari ad oltre 3.6 milioni di franchi per la presenza dell'acquedotto al servizio della comunità di Faido (la struttura, di proprietà della Degagna di Tarnolgio in Piano, era stata concessa in affitto alla “Cooperativa elettrica di Faido-Cef” nel 2011 con contratto decennale destinato a perpetuarsi e gravando sulla stessa Cef ogni onere per manutenzione, rinnovamento infrastrutture ed eventuali nuovi impianti). Nell'inventario dei beni patriziali compaiono il Palazzo patriziale (edificato 110 anni or sono; in esso trovano spazio la biblioteca, la sala patriziale, alcuni uffici ed alcuni appartamenti), le autorimesse patriziali, la segheria patriziale fatta ricostruire nel 1845 in prossimità del corso del Piumogna e riattivata in tempi recenti (con l'aggiunta di un'area espositiva su fauna e flora del Bosco Grande), gli impianti dell'acquedotto della Degagna e notevoli risorse librarie condensate nella biblioteca intitolata alla memoria di Ennio Cattaneo, già presidente della Degagna di Tarnolgio in Piano.

La decisione di giungere ad una fusione era stata presa sulla scorta di tre evidenze primarie: la miglior prospettiva di gestione dei flussi finanziari, le difficoltà ipotizzate nella tutela dell'esistenza autonoma della Degagna di Tarnolgio in Piano, l'oggettiva coincidenza di interessi (tutti i membri della Degagna di Tarnolgio in Piano fanno già parte del Patriziato di Faido). Il percorso verso l'aggregazione era stato formalizzato nel febbraio 2017 con la risoluzione governativa per l'istituzione della commissione di studio. Ora l'ultima firma.

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