Filo di nota / In nome dell'ideologia, si torni dunque al postiglione

Filo di nota / In nome dell'ideologia, si torni dunque al postiglione
Lettera “aperta” con teorema scientificamente opinabile (ma c'è sempre chi considera “scienza” ciò che si ricava dalla lettura di una sfera di cristallo...) quella inviata ieri alla consigliera federale Doris Leuthard dai vertici della Cotas - alias Klug in tedesco, alias Cesar in francese - e di altra associazione per pretendere la promozione dei viaggi in treno a danno di quelli in aereo. Il motivo? Una premessa ballerina, come dire un cazzotto alla logica: “Il trasporto aereo sta diventando causa principale del riscaldamento climatico”, espressione che di suo non vuole dire nulla (“Sta diventando”? Quando, come, in quali tempi, con quali cifre, in sorpasso su quali altri fattori di riscaldamento climatico? Documentare, prego, se si è in grado; e se non si è in grado, astenersi). In sostanza, gli svizzeri viaggerebbero troppo via aria e quindi sarebbero da colpirsi con una poderosa tassa sui biglietti - addirittura “a copertura di tutti i costi reali del traffico aereo” - e con un'imposta sui carburanti per l'aeronautica civile (dell'introduzione di quest'ultima anche negli altri Paesi, anzi, le autorità politiche elvetiche dovrebbero farsi parte diligente). A quando un ritorno a cavalli, carrozze e postiglioni?
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