Semisvincolo A2 a Bellinzona, colato a picco il “referendum”

Semisvincolo A2 a Bellinzona, colato a picco il “referendum”
Già nei rapporti tra di loro, i promotori del “referendum”, si erano trovati maluccio, partendo tutti insieme (tre identità politiche) e perdendo un pezzo per strada; poi sono mancate l'organizzazione o la convinzione o entrambe, e qui un “mea culpa” dovrebbe fare qualcuno all'ala sinistra nei Verdi sia nel Partito socialista. Nei fatti, novità delle novità: dopo tanto strepitare, per mancanza di un numero sufficiente di firme a sostegno è ufficialmente fallito il “referendum” contro la costruzione di un semisvincolo sulla A2 a Bellinzona, come da decisione adottata in Gran Consiglio nel mese di gennaio: minimo di legge, come sempre, 7'000 cittadini aventi diritto di voto; firme valide attestate, 5'826, come indicano fonti della Cancelleria dello Stato. In gioco era un investimento da oltre 65 milioni di franchi, dei quali 28'940'000 a titolo di credito netto e 41'130'000 a titolo di autorizzazione alla spesa. Sembrava tutto facile, sembrava tutto già scontato, all'indomani della decisione assunta nel Legislativo cantonale; si potrebbe invece dire, alla luce dei risultati, che l'interesse pubblico o non esiste o non è stato adeguatamente sollecitato.
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