Film e sport in tv ma con il trucco, tre denunciati nel Luganese

Film e sport in tv ma con il trucco, tre denunciati nel Luganese
Stroncata l'attività dei soggetti che, per tramite della piattaforma InterNet www.abbotv.ch, riversavano in Svizzera i programmi di prima fascia da emittenti italiane a pagamento... ed a prezzi sin troppo convenienti. Già, perché la pratica (ma pensa un po') è illecita...

Garantivano di tutto e di più, sul vostro televisore di casa: dal calcio della serie A italiana alle serie tv che trovi solo nei pacchetti digitali di alto profilo, dai film in prima visione ai documentari, informazione ed intrattenimento su pari piano. Ah, sì: eliminando parabole ed installazioni cavo dopo cavo, sufficiente un piccolo decodificatore; e ad un “prezzo fenomenale”, come non mancavano di ribadire elencando tra l'altro millanta modalità di pagamento, dalla “Visa” alla “Mastercard” all'“American express” a “Paypal”. Esclusiva per la Svizzera, tra l'altro. Peccato che l'operazione, per quanto iperreclamizzata, fosse illegale; e per questo tre uomini residenti nel Luganese sono ora nei guai in quanto denunciati per vari titoli dall'infrazione alla Legge federale sui diritti di autore alla fabbricazione ed all'immissione in commercio di dispositivi per l'illecita decodificazione di offerte in codice.

Se bisogna credere ad una datazione che balza fuori da riscontri documentali, il meccanismo era stato attivato già nell'estate 2015 - prima traccia: il messaggio “Future home of something quite cool”, giovedì 6 agosto, con l'immagine di una finestra aperta - e funzionò sino a qualche settimana fa; strumento utilizzato, un sito InterNet all'indirizzo www.abbotv.ch. Nessun nome come referente del portale, ora oscurato per decisione della magistratura ticinese e nel contesto dell'azione legale intentata dai responsabili di una piattaforma televisiva satellitare con sede in Italia; solito giro estero per le registrazioni del dominio (via Scottsdale, Arizona, Stati Uniti); ciò non ha impedito agli specialisti della Polcantonale di giungere all'individuazione dei presunti responsabili, uno svizzero e due italiani come indicato oggi in nota-stampa del ministero pubblico. Ottimi i prezzi, ottimi e fin troppo competitivi, “di gran lunga inferiori alle tariffe praticate dagli operatori” come viene giustamente sottolineato. E per forza, si pensi al rapporto costi-benefici.

Doverosa postilla a margine, perché nell'informativa diffusa dal ministero pubblico ciò non figura: qualcosa ora rischiano anche i clienti della piattaforma www.abbotv.ch, in quanto essi si sarebbero perlomeno dovuti porre un quesito circa la liceità dell'operazione. Paganti, fregati (perché sarà per loro impossibile il recupero delle somme già versate per un servizio che ora non c'è più) e sotto la scure di una chiamata in correità; chissà se valeva proprio la pena, per il piacere d'un goal visto e fatto vedere in diretta.

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