L'editoriale / Cazzari all'assalto, e su Harvey Weinstein c'è chi abbocca di nuovo

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L'editoriale / Cazzari all'assalto, e su Harvey Weinstein c'è chi abbocca di nuovo
Una curiosa notizia (tema: l'arrivo a Lugano del chiacchierato ex- “tycoon”, pronto a trascorrere qui le vacanze di Natale) piomba sui tavoli della Ats e viene rilanciata da più testate. È l'ennesima idiozia a mezzo stampa, sbugiardabile solo che s'abbia voglia di leggerla. Eppure...

Ebbene, ci risiamo. Per la seconda volta nell'arco di poche settimane, una larga fetta dei “media” ticinesi ha deliberatamente scelto di dare spazio oggi alla “notizia” secondo cui Harvey Weinstein, noto produttore cinematografico finito in disgrazia per l'attitudine alle “avance” sessuali (oltre 50 le donne che sarebbero state molestate nell'arco di tre decenni, stando all'ultimo rilevamento cronometrico), sarebbe in arrivo su suolo cantonale e qui trascorrerà il periodo delle festività natalizie; non solo, ma stando a taluni il 65enne ex-“tycoon” di cosucce come la “Miramax” si trova già tra di noi. Magari, toh, ieri era in piazza Della Riforma per assistere all'accensione dell'albero di Natale, e domattina lo si vedrà passeggiare sul “quai”... Come fonte di tale botto giornalistico viene citata una “e-mail” pervenuta all'agenzia Ats, preteso mittente lo studio di avvocatura “Brafman & associates pc” con sede in New York. Studio - lo si precisa per parità di cronaca - del quale lo stesso Harvey Weinstein è effettivamente diventato cliente, e ciò venne riferito circa tre settimane or sono da varie testate di primo piano.

Chiaro: se alla Ats si concedono il lusso di una “take” a tre paragrafi, il fatto non può che essere vero e sacrosanto. Se poi la notizia viene rilanciata a più mani, giornalisticamente fesso è colui che la notizia ignora e non pubblica. Sicuri sicuri? Mettiamo in campo qualche domanda e proviamo a capire. Primo quesito: è vero che Harvey Weinstein ha assunto Benjamin Brafman (oh, non Piripicchio Azzeccagarbugli: si tratta di uno tra i più scaltri e solidi ed arcigni avvocati sulla piazza della “Grande mela”, anni 69, si occupò della tutela giuridica del già ministro francese Dominique Strauss-Kahn e del cantante Michael Jackson e di vari altri soggetti dello “star system”)? Risposta: è vero, vi sono numerosi riscontri. Secondo quesito: Benjamin Brafman è l'unico legale chiamato a rappresentare Harvey Weinstein? Risposta: no, la difesa di Harvey Weinstein poggia su più sedi logistiche e su più livelli relazionali, basti la figura di Blair Berk che opera da Hollywood, per dire. Terzo quesito, e qui entriamo su un terreno scivoloso: per quale motivo alla “Brafman & associates” sulla Third avenue di New York, in un sabato di inizio dicembre, si prenderebbero la briga di por mano a carta e penna per informare tempestivamente i signori elvetici - no, la sola agenzia di stampa Ats - di una cosa in sé risibile, introducendo l'informativa con un genericissimo “To whom it may concern” che svaria, secondo ordinari canoni di traduzione, dall'“A chi di dovere” all'“A tutti gli interessati”? Tu sei il capo di uno studio legale che fa a brandelli la carne degli accusatori di qualunque genere e, d'emblée, avverti un disperato bisogno di mettere in piazza la prossima escursione - anzi, il trasferimento temporaneo, vacanze invernali complete - del tuo assistito? E tieni anche a precisare che il signor Harvey Weinstein “has temporarily relocated” (cioè, si è già trasferito) a Lugano, per sovrammercato? E, come ultima ciliegina, ti senti nell'urgenza di far sapere che l'appartamento, la villa, il monolocale, il superattico o quel che sia è di proprietà della “Proto group limited”, la cui titolarità è ora in capo a due soci ossia lo stesso Harvey Weinstein e quell'Alessandro Proto più volte salito ai disonori delle cronache per le bufale spacciate come operazioni d'impresa? No, gente, perché questo sarebbe davvero il botto dell'anno: Harvey Weinstein ed Alessandro Proto soci, magari 50 e 50, nella stessa azienda. Quando tale connubio abbia avuto luogo e sia stato ratificato, mistero: non c'è letteratura alcuna che parli a tale proposito. Ma si sa, lorsignori sono persone riservate, mica si fanno alla luce del sole, simili affari. E mica li si comunica su carta intestata, sono cosucce da farsi passare all'acqua bassa. A costo di incorrere nella plateale contraddizione: l'appartamento o la villa o il monolocale o il superattico sarebbe infatti di proprietà della “Proto group limited”, ma al consocio Harvey Weinstein tale alloggio costerebbe mezzo milione di dollari per il solo affitto della durata di sei mesi. Surrealismo da marchettari: il proprietario della ditta paga alla sua ditta una cifra da capogiro per poter prendere in affitto un appartamento di proprietà della ditta, come no.

Chi voglia credere a simili chiacchiere, per carità, liberissimo di farsi turlupinare: siamo nell'epoca dei cazzari in produzione di “fake news”, che ad un tempo finivano nel cestino con intimazione di denuncia all'autore, e quindi uno può anche pensare che la Terra sia piatta e che l'uomo non sia mai andato sulla Luna. Noi, previo sbugiardamento con prove documentali, allo spacciatore di idiozie “pro domo” rispondemmo in privato ed in pubblico a tempo debito; per buona misura, alla sede dello studio legale “Brafman & associates” abbiamo inviato regolare “e-mail” con richiesta di conferma o di smentita. Ah, sì: all'indirizzo “e-mail” vero, non quello da cui è arrivata la comunicazione. Ma guarda un po' quale scoperta, guarda.

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