Filo di nota / Censori senza né arte né parte. Ma con i piedi al caldo (qui)

Versione stampabileVersione PDF
Filo di nota / Censori senza né arte né parte. Ma con i piedi al caldo (qui)
Tra le cretinate che di poco in poco escono dal sedicente “Comitato frontalieri Ticino”, entità autocefala e non controparte di alcuno nemmeno su territorio tricolore, spicca l'odierna istanza al Consiglio federale affinché venga chiuso un noto settimanale edito in Ticino e che a lorsignori sta in punta. A proposito dell'ignoranza dei latori di tale richiesta si spendono quattro parole: difatti, essi sono ignoranti. Circa la risibilità di cotanta arroganza, che purtroppo trova epigoni compiacenti anche al di qua del confine, si dice invece che si hanno le tasche piene del comportamento di gente che sputa nel piatto da cui mangia e, nel frattempo, crede di rappresentare un pensiero non condiviso dalla stragrande maggioranza dei frontalieri stessi (la riprova? Beh, si ricordano annunci reboanti circa adesioni oceaniche ad una manifestazione indetta; alla data convenuta, c'erano quattro gatti e tre di loro, storditi dal “flop”, fingevano di non aver nulla a che fare con quell'appuntamento). Circa quel che sia editoria e quel che non sia editoria valgono alcuni principi non derogabili, e ci si sorprende del fatto che oltrefrontiera ciò non sappiano o fingano di non sapere. Beh, chiaro: quelli del “Comitato frontalieri Ticino” preferiscono affidarsi alla stampa “amica” che, tetragona nei copia-e-incolla da fonti varie ma riverniciati con firme interne (chiamasi plagio), accetta acriticamente i loro comunicati e le loro invettive, un po' come i colleghi della “7” quando vanno in giro ad intervistare come oracoli certi soggetti di cui ignorano la fedina penale. Oggettivamente detto: de minimis.
pizza piazza locarno
lugachange
Claciopoli

Ultime news

promozione pubblicita

Ultimi commenti

Accesso utente

nervoso e tifoso
 
salotto gabry