Matteo Cheda vs. Ocst: mi autodenuncio, magari ci vediamo in tribunale

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Matteo Cheda vs. Ocst: mi autodenuncio, magari ci vediamo in tribunale
Un'inchiesta per ipotesi di reato che vanno dall'usura alla concorrenza sleale è stata attivata su autodenuncia di Matteo Cheda, collega giornalista ideatore di varie testate periodiche (“Spendere meglio” ed altre), a quanto pare sulla scorta di una comunicazione formulata alla magistratura ticinese da ambienti del sindacato Ocst che nell'attività della scuola di giornalismo istituita due anni or sono dallo stesso Matteo Cheda avrebbero ravvisato condotte illegali per quanto concerne l'autofinanziamento della scuola medesima. L'ideatore dell'istituto, a frequenza gratuita e con modesta retribuzione dgli studenti (500 franchi il mese per 12 mesi più il rimborso dell'abbonamento ai mezzi pubblici), respinge ogni contestazione circa il presunto “caporalato” che, per quanto attribuito alle fonti Ocst, sarebbe svolto in forme proprie dell'usura e della concorrenza sleale ossia in violazione dell'articolo 157 del Codice penale. In realtà, precisa Matteo Cheda, “l'importo è identico sia che l'allievo vada a scuola sia che egli lavori a titolo volontario; il valore della prestazione viene versato alla scuola dai datori di lavoro, e quindi chi lavora a titolo volontario finanzia salario e formazione degli altri allievi. Io non ho commesso alcun reato, ed anzi ho agito nell'interesse pubblico al fine di aiutare giovani disoccupati a formarsi gratuitamente ed a trovare lavoro in poco tempo”. L’inchiesta è condotta dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti.
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