“Masterchef” Italia, dal Pietro Leemann l'impronta sull'ultimo atto

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“Masterchef” Italia, dal Pietro Leemann l'impronta sull'ultimo atto
Presenza ticinese di alto profilo e di rigorosa professionalità, iersera, al programma televisivo “Masterchef” versione Italia, sesta edizione, il cui atto conclusivo - in registrata e non in diretta, purtroppo - è stato trasmesso sul circuito “Sky”: a proporre una delle sfide finali è stato Pietro Leemann, 55enne del Locarnese (è cresciuto a Tenero-Contra frazione Tenero), “guru” della cucina vegetariana - gode ormai storicamente della stella “Michelin”, primo ed unico - che all'ormai storico ristorante “Joia” di Milano ha di recente aggiunto una perla con il “Mater Terrae” (l'ex-“Terrazza Bramante”) all'“Hôtel Raphael” di Roma. Insieme con l'uruguayano Matias Perdomo e con l'italiano Igles Corelli, anch'essi cuochi ospiti nella puntata finale, Pietro Leemann ha messo alla prova il manipolo dei superstiti con creazioni degne di uno dei suoi “menù”. Per la cronaca, il successo è andato all'ora 19enne - ma era ancora 18enne al momento della finale - Valerio Braschi da Sant'Arcangelo di Romagna, spettacolare contaminatore di gusti fra Oriente e tradizione domestica e, nella terna dei finalisti, capace di spuntarla su Gloria Enrico, 24enne italiana della provincia di Savona, futura ristoratrice “in proprio”, e Cristina Nicolini, 27enne di nazionalità sanmarinese, avvocata.
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